Previsioni errate sul calo dei rifiuti: inceneritori emiliani chiamati al lavoro extra

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I rifiuti prodotti in Emilia-Romagna continuano a diminuire, news che di per se potrebbe sembrare davvero molto incoraggiante. La cattiva notizia però è legata alla quantità di scarti, che sono ancora troppo pochi rispetto a quanto previsto. Il piano regionale aveva previsto un calo che va però a rilento rispetto a quella che è la gestione dei rifiuti.

Si parla di circa 160 mila tonnellate di rifiuti urbani in più rispetto al previsto; il totale prodotto è di 2,8 milioni di tonnellate. Ciò significa che vi è più lavoro per gli inceneritori emiliani. Per questo la Regione è chiamata a rivedere i flussi verso i termo-valorizzatori e le discariche.

I numeri di rifiuti che muovono la Regione Emilia Romagna

Per poter correre ai ripari vi è la necessità di andare a smaltire la quota rifiuti prodotta, cercando di puntare sui flussi di rifiuti da inviare ai termo-valorizzatori e alle discariche dell’Emilia-Romagna. A confermarlo è stata la delibera approvata in questi giorni, che spinge così la Regione a smaltire il più possibile dei rifiuti, restando nel bacino in cui sono stati prodotti.

Proprio per questo si prevede che quasi tutti gli impianti siano in procinto di lavorare su un aumento delle quantità da smaltire. Solo nel 2018, gli inceneritori regionali hanno dovuto far fronte a 824 mila tonnellate di rifiuti urbani, con oltre 31mila tonnellate di ingombranti e 288 mila di rifiuti speciali.

Si mobilitano tutte le strutture presenti nelle città dell’Emilia Romagna, con il termo-valorizzatore di Coriano, a Rimini, che dovrebbe veder crescere i rifiuti speciali ai danni degli urbani.

Intanto aumenta la differenziata

Se da un lato vi è premura per eliminare i rifiuti che sono stati prodotti, dall’altro aumenta la raccolta differenziata. Oltre il 50% di tutte le province si impegna attivamente per poter fare la corretta ripartizione dell’immondizia. In particolare Parma e Ferrara hanno fatto registrare l’aumento più rilevante. Tale comportamento, unito al dato del – 6,1% di immondizia in meno, va a mostrare il trend regionale che trasforma l’Emilia Romagna in una regione in continua crescita per quanto riguarda i rifiuti.

Si passerà alla tariffa puntuale, che è indispensabile per veder aumentare ancora le percentuali di raccolta differenziata. Tale scelta sarà presa su tutti i territori, dove verranno aggiudicate le nuove gare per il servizio di gestione rifiuti. Secondo le stime, si punta tutto su Bologna, Modena e Reggio Emilia entro l’autunno, mentre sono già in corso le procedure di aggiudicazione nei comuni di Cesena, Piacenza, Ravenna e Parma.

Restano inoltre invariate le autorizzazioni per gli inceneritori

Ciò significa che nessun impianto andrà a trattare l’entrata e lo smaltimento di più rifiuti del previsto. Solo il termo-valorizzatore di Parma dovrà gestire le tonnellate aggiuntive.

Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente, ha spiegato che proprio in Emilia-Romagna si producono meno rifiuti urbani, dato che permette di fare tanti passi avanti, fino ad avvicinare l’obiettivo del Piano Regionale. Sembra dunque che in Regione vi sia una buona ripresa economica, che cammina di pari passo con la diminuzione della produzione dell’immondizia.

Grazie al nuovo sistema di monitoraggio che è stato avviato a inizio anno, è possibile così controllare da vicino l’andamento nella produzione dei rifiuti urbani. E soprattutto possono essere sempre individuate tutte le azioni da mettere in campo per rendere efficiente la gestione negli impianti che sono operativi e presenti in tutta la Regione.