Come avviene lo smaltimento dei rifiuti? Informazioni utili

Quando ci si addentra nel tema dei rifiuti, l’attenzione primaria è quella legata alla prevenzione e al contenimento della loro produzione, cercando di diminuire degli scarti che finiranno in discarica. Si tratta di un comportamento naturale se pensiamo alle tante, troppe falle che fanno riferimento alla scarsa lungimiranza ed emissioni nocive. Quest’ultime vanno a colpire direttamente l’ambiente danneggiandolo.

A livello nazionale l’Italia lamenta non poche problematiche in merito alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti. Nel Nord Italia la tendenza è positiva, ma si segnala un gap legato al Centro-Sud. Sul territorio vi sono troppe strutture di smaltimento attive, nonostante le normative comunitarie abbiano richiesto un uso ridotto delle discariche, definito a opzione di “scorta”. Ma che fine fanno i rifiuti in Italia? Quali sono i dati legati alla produzione e allo smaltimento dell’immondizia?

I dati legati alla produzione di rifiuti

Grazie al nuovo dossier statistico ISTAT “Noi Italia: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” emergono i dati relativi al nostro rapporto con l’ambiente. Ciò che si nota, rispetto per esempio al 2015, è un andamento positivo con una diminuzione dei rifiuti che finiscono in discarica e un aumento della raccolta differenziata, salita al 47,5%. I dati fanno riferimento in modo più generale alla quantità di rifiuti urbani prodotti nel nostro Paese, oltre alle tecniche di smaltimento usate (si va dalla digestione anaerobica fino all’incenerimento passando per lo smaltimento in discarica).

Il dato della differenziata aiuta l’Italia a rispettare le normative a livello europeo, posizionandosi al di sopra della media per quantità di rifiuti e per la qualità di smaltimento. Il programma nazionale di prevenzione aveva fissato un obiettivo importante: una riduzione del 5% della produzione, rapportata al PIL. L’obiettivo parte da un raffronto con i valori forniti nel 2010, ed è da conseguire entro il 2020. A oggi siamo al 4,6%.

Lo smaltimento dei rifiuti in Italia

Tutto ha inizio con la raccolta dei rifiuti, ovvero con quell’attività che permette di prelevare gli scarti che sono divisi, o almeno dovrebbero esserlo, per tipologia. Vengono poi inviati verso il sistema di smaltimento o recupero idoneo, dove inizierà un processo di gestione. Bisogna notare che i valori di raccolta elevati non camminano di pari passo con una corretta differenziazione. Prima di effettuare lo smaltimento finale, oltre la metà dei rifiuti indifferenziati vengono sottoposti a un pre-trattamento, di tipo meccanico biologico, così da separare i materiali, ridurre l’umidità e soprattutto il volume. In Italia lo smaltimento in discarica è la destinazione preponderante dei nostri scarti. Chiama in causa oltre il 30% dell’immondizia urbana prodotta. Gran parte è bruciata direttamente con l’aiuto di inceneritori; mentre in minor quantità si opera per un recupero di materia, generalmente realizzata per creare carta, alcune tipologie di plastica, ma anche vetro e metalli.

In Italia si contano circa 279 impianti operativi per permettere il compostaggio dei rifiuti organici; 29 si concentrano sulla digestione anaerobica dei rifiuti, mentre l’incenerimento avviene in 44 diversi impianti. Tra i rifiuti italiani esportati oltre il 50% viene usato per il recupero di energia, e poco più del 40% si usa per recuperare materialo. Poco più dell’1% resta in discarica.

 

I principali metodi di smaltimento:

  • Alluminio;
  • Rifiuti contenenti amianto;
  • Carta fotografica e cartoni per bevande o alimenti;
  • Ferro e acciaio;
  • Cartucce e toner finiti;
  • Legno;
  • Oli usati;
  • Riciclo di accumulatori al Piombo e pile;
  • Pneumatici;
  • Plastica;
  • Rifiuti sanitari;
  • Vetro.

Lo smaltimento è la fase residuale della gestione. Per essere attuato dovrà essere controllato l’alto livello di sicurezza sia per l’ambiente, che per la salute umana. L’immondizia che sarà indirizzata alla fase finale di smaltimento, che avviene con tecnologie perfezionate, deve essere ridotta il più possibile per garantire la prevenzione e le attività di riciclaggio o recupero.