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Bonifiche Ambientali: come funziona la fase di risanamento delle zone contaminate

avvertenza zona contaminata da rifiuti tossici

Sentiamo spesso parlare di bonifiche ambientali, ma molte persone non conoscono davvero quale sia la procedura che si cela dietro a questo tipo di servizio. Per questo è bene presentare una chiara guida che aiuti chiunque a conoscere perché richiederla e come verrà effettuata.

Si tratta di un’attività che favorisce il risanamento di zone contaminate, così da rimuovere gli elementi nocivi. Citiamo, per esempio, i terreni paludosi o i tetti che si presentano coperti di amianto.

Che cosa significa fare una bonifica ambientale in una zona contaminata?

Quando si parla di bonificazione ambientale, si considera proprio la rimozione di tutto ciò che è nocivo e pericoloso. E’ una fase di pulizia, che riporta una zona al suo stato puro. In questo modo si ha la certezza di rendere il nostro ambiente incontaminato periodicamente. Le operazioni che vengono, svolte sono realizzate con apparecchiature molto sofisticate, e una squadra composta da persone esperte che sono sempre informate sui progressi tecnologici. Non deve mai mancare un tecnico, per poter accertate anche la qualità dei sistemi informatici, così da valutare il pericolo che si può correre.

In ogni diversa situazione bisognerà considerare la possibile contaminazione, per stabilire una serie di passi, che hanno come obiettivo la finale messa in sicurezza del sito. Prima di procedere bisognerà seguire un attento piano d’azione:

  • Raccolta dei dati esistenti;
  • Piano di indagini;
  • Risultato;
  • Modello definitivo di intervento;
  • Progettazione e messa in atto della soluzione.

Come si procede per terminare questa attività

Il sito dovrà essere descritto in modo dettagliato unendo le informazioni raccolte, in modo da riconoscere i seguenti fattori:

  • Le contaminazioni della presenti o passate: per esempio nel caso di perdite, polveri o rifiuti interrati;
  • Tossicità delle sostanze stesse: riguarda quindi la volatilità, biodegradabilità;
  • Sostanze presenti nelle diverse componenti ambientali;
  • Caratteristiche dell’ambiente: comprende le profondità dell’acquifero, la tipologia e la vicinanza a corsi d’acqua;
  • Eventuali pozzi;
  • Elementi rilevanti: si considera la densità di popolazione nell’area circostante.

Le zone interessate dovranno essere liberate nel momento in cui si decide di procedere. Grazie all’esperienza svolta sul campo si può pensare di attuare progetti di recupero ambientale nelle zone contaminate dall’amianto, nelle discariche e perfino nelle miniere dismesse. Gli studi preliminari e le analisi sono svolte sia in ambito terrestre, che marino.

In seguito a un intervento si potrà verificare il ripristino dei luoghi e il totale recupero delle aree che venivano, fino a poco prima, considerate dismesse.